La strategia aziendale

Lucia Volanti  - Stefano Brusamolin - Consulenti aziendali GÉODE

Nei decenni scorsi gli imprenditori hanno saputo sfruttare al meglio la capacità di trasformare le materie prime in lavorati o semilavorati a questo si è aggiunto un incredibile “fiuto” o intuito sui prodotti da produrre e su come produrli. La situazione ora è cambiata: dopo anni concentrati essenzialmente sul prodotto, nel farlo costare meno o nell’investire in impianti per produzioni sempre più elevate e qualitativamente migliori, ci si è resi conto che questo non basta più. La concorrenza sul prezzo non paga più. Inoltre le aziende italiane hanno ridotte dimensioni, tanto da far parlare di nanismo industriale.

Allora cosa dobbiamo fare? La risposta sta nel metodo di lavoro.

Nel pensare che l’intuito da solo non è più sufficiente per la longevità dell’azienda. Che soltanto saper produrre bene ed a bassi costi non è sufficiente a competere sui mercati. L’Azienda deve avere come metodo lo studio e l’analisi dei mercati, il coordinamento delle sue forze interne, trovare un giusto equilibrio tra l’intuito dell’imprenditore ed il metodo,  in altre parole deve avere una strategia aziendale.

Oggi tutte quelle metodiche che molto spesso sono state viste come delle perdite di tempo, poiché l’intuito del capitano di industria sopperiva a tutto questo, diventano sempre più necessarie per la crescita delle aziende.

L’elaborazione di un piano consente all’azienda di presentarsi sul mercato con un progetto chiaro e delineato in modo esplicito al fine di evitare l’improvvisazione. Questa, come ribadito più volte, non è più fonte di un vantaggio competitivo sostenibile in un contesto ambientale dinamico e turbolento quale quello attuale.

Ma cos’è la strategia aziendale?

Con il termine strategia, generalmente, si intende l’interazione esistente o desiderata tra l’azienda e l’ambiente dove essa opera. In altre parole la strategia è l’insieme di mezzi, risorse, politiche, obiettivi con cui impresa cerca di realizzare la propria  missione.

Si può affermare comunque che in qualsiasi azienda, a prescindere dalla dimensione e dalle capacità della direzione o del management nel prendere decisioni, è presente una strategia a livello di impresa; una visione strategica deve esserci anche se la direzione dell’azienda ne dovesse negare l’esistenza e l’importanza in quanto l’improvvisazione non assicura la sopravvivenza dell’impresa, anzi, ne mina l’esistenza.

Pertanto accanto alla definizione della missione e dei valori guida aziendali,  diventa centrale e necessario il processo di pianificazione strategica al fine di generare condivisione con tutte le persone che lavorano in azienda ed orientare il comportamento delle persone verso il raggiungimento della meta prefissata. I presupposti per l’elaborazione di una strategia efficiente sono l’analisi dell’ambiente esterno ed interno all’azienda (risorse tangibili, intangibili, competenze e routine organizzative) per individuare le minacce e le opportunità, nonché i punti di forza e debolezza dell’impresa.

Perché una strategia sia efficace deve possedere dei requisiti minimi, ovvero deve essere esplicita e consapevole, orientata al futuro, rivoluzionaria, democratica ed orientata al valore. L’ impresa che possiede una strategia, un modello di interazione esistente o desiderato tra la propria azienda e l’ambiente in cui opera riesce a raggiungere un vantaggio competitivo  sostenibile di successo e duraturo.

La conduzione aziendale deve avvenire tramite il metodo in maniera pratica e concreta. La pianificazione strategica è pertanto il processo attraverso il quale viene formalizzata la strategia e con cui l’azienda cerca di costruire un futuro e di  predisporre i mezzi più validi per far si che esso si realizzi. La pianificazione strategica è il risultato dell’esame di possibili comportamenti alternativi d’impresa, nell’ottica di un continuo sforzo di assumere una posizione attiva nei confronti dell’ambiente esterno e della propria situazione interna, d’innovare, d’anticipare e di provocare i cambiamenti.

L’impresa non attua una pianificazione strategica quando si limita a guardare nel futuro per valutarne gli accadimenti e per cercare di adattarvisi passivamente: la pianificazione strategica consiste invece nel prevedere il futuro per decidere le proprie azioni onde provocare attivamente dei cambiamenti.

In tal modo chi la deve elaborare deve compiere una delle più difficili ed importanti funzioni: quella di pensare agli anni a venire. Chi la programma deve acquisire una “forma mentis” volta al futuro e deve avere delle idee innovative: è dalle idee che dipende, infatti, la validità della programmazione. In altre parole la pianificazione è il processo con in quale, dato un sistema sociale, si stabilisce uno stato futuro dello stesso ritenuto desiderabile (obiettivo), si individuano le azioni per conseguirlo (piano d’azione) e le risorse per mettere in atto queste azioni. Il prodotto della pianificazione prende il nome di piano.

La pianificazione aziendale può essere quindi definita come il sistema operativo attraverso il quale l’azienda definisce i suoi obiettivi e le azioni per conseguirli. Gli obiettivi, a loro volta, possono essere definiti come risultati futuri, misurabili, che si prevede di conseguire entro un determinato tempo (orizzonte temporale).

Le fasi della pianificazione che devono essere seguite sono:

  1. Determinare gli obiettivi da realizzare nel medio-lungo periodo
  2. Scegliere le politiche più idonee a conseguire gli obiettivi prestabiliti
  3. Analizzare la struttura organizzativa
  4. Elaborare piani e programmi
  5. Controllare i risultati ottenuti confrontando gli andamenti effettivi con quelli ipotizzati

L’implementazione all’interno dell’azienda deve avvenire coinvolgendo tutte le funzioni e le risorse in modo tale che diventi “patrimonio” di tutti. Dopo che con la pianificazione strategica sono state individuate le opportunità di sviluppo che accrescono il valore dell’impresa e ne sono stati fissati gli obiettivi generali deve seguire il controllo strategico che va inteso come la capacità di analisi, simulazione ed interpretazione dei dati interni ed esterni, al fine di supportare l’implementazione della strategia.

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